Seghe gay davanti ad un porno

Forse la cinematografia porno è quella più solitaria, quella che viene vista più di ogni altra in perfetta solitudine, ricercata e protetta solitudine, a scanso di grattacapi coniugali e comunque relazionali.

Farsi scoprire durante la semplice visione di un porno potrebbe precludere molte cose, compromettere la genuinità della pregressa vita professionale, far crollare la fiducia nella serietà maritale e su cui l’altro confidava ciecamente. Senza parlare poi della possibilità di venire scoperti a membro in pugno prossimo all’eiaculazione simultanea con le pornostar di turno. Un’eventualità davvero agghiacciante, a cui non potremmo essere in grado di fare fronte nemmeno con la nostra tradizionale cortina difensiva del negazionismo a oltranza.

Seghe davanti a un porno. Quando sono davvero ammesse?

Esiste, tuttavia, un contesto sociale in cui la sega davanti a un porno è ammessa, ricercata e anhe richiesta, pena l’esclusione dal gruppo simile allo stesso esilio sociale cui è destinato chi non mangia in compagnia. Stiamo parlando cioè delle seghe gay di gruppo (o in coppia). In questo contesto segarsi in compagnia diventa fonte di solidarietà, di consolidamento delle relazioni, momento di condivisione di una passione comune e di momenti di piacere fisico.

Qui è le seghe sono obbligatorie e possono essere propedeutiche anche a un’attività sessuale successiva e non più correlata al video porno.

Quando nasce questo rito?

Lo sdoganamento della sega gay davanti a un porno, ad esempio di baffogay, solitamente avviene nell’adolescenza.

Curiosi per natura, non tanto per il mondo femminile come le contingenze evoluzionistiche richiederebbero, quanto piuttosto per il brandello di carne posto al centro delle loro gambe e tutte le sue stravaganti proprietà erettive, gli adolescenti si riuniscono in gruppo per visionare un film porno, una volta in videocassetta noleggiata con fare carbonaro, ora disponibile gratuitamente in HD sul web. Di qui la strada per il segone di gruppo è segnata. Probabilmente il più disinibito, che non necessariamente deve coincidere con il più audace, parte con la mano sul pacco, ne esibisce la punta lucida, così, con grande nonchalance, come se stesse prendendo appunti di sceneggiatura. Qualche movimento masturbatorio di comprovata esperienza in materia e i membri gruppali fuoriescono a cascata. Le eiaculazioni saranno garantite.

Questo è il brodo primigenio da cui la sega gay, probabilmente nasce, talvolta occultata ai compagni un po’ più duri con le donne ma pronti a giudicare questo tipo di comportamento decisamente da gay. Tuttavia, forse, in questa dichiarazione esiste qualche fondo di realtà: non tutti quelli che si sono fatti seghe in gruppo diventano gay, tuttavia moltissimi gay si sono masturbati in gruppo. Non dimentichiamo, infatti che spesso alla masturbazione autonoma, spesso può seguire una masturbazione reciproca  e /o pompini incrociati concomitanti, tanto per gradire, che se protratti nel medio-lungo termine si possono sicuramente configurare in un assetto relazionale di tipo omosessuale.

Conclusioni

Comunque sia, la sega gay in compagnia davanti a un porno di baffogay rappresenta un’eccellente occasione di rinforzo dei legami relazionali, al pari di qualunque altra attività ricreativa socialmente riconosciuta e apprezzata.