Il piacere di essere schiava.

Affrontare la questione della schiava significa entrare in uno di quei labirintici baracconi da luna park degli anni ’70, costruiti con corridoi senza fine di specchi e vetrate, dove qualunque cosa si faccia o si dica è sempre destinata a mostrare il proprio esatto contrario, conducendo le nostre azioni o a un’incessante motorismo alla ricerca della verità ultima, o all’immobilità totale, che in definitiva sono due opzioni equivalenti.

I paradossi zenonici e quelli relativistici ci insegnano che un corpo a velocità infinita in uno spazio infinito ha velocità nulla. Ecco in sintesi in cosa consiste il piacere di essere schiava, quello che ci fa così eccitare in tutti i video porno bondage e in tutti i video porno italiani.
Ma perché diciamo queste cose? Cosa ci ha condotto a scrivere queste affermazioni?

Abbiamo chiesto ai ragazzi e alle ragazze della nostra redazione cosa ne pensassero dell’essere schiava e di come ciascuno di loro potrebbe vivere personalmente questo ruolo cosi tipico della costellazione BDSM.
Ne abbiamo ottenuto molte risposte, molte considerazioni e molti parere apparentemente discordanti, o meglio, diametralmente opposti. Sintetizzando la messe di dati così raccolti, ci siamo allora trovati al punto di partenza, ovvero dove gli opposti coincidono, dove i poli opposti vanno a sovrapporsi, dove vagina e ano, nelle loro precipue peculiarità rispettivamente femminili e maschili, diventano un unico buco mucoso da riempire indistintamente.

Ma facciamo un po’ di ordine in questo ginepraio.

La schiavitù, l’abbiamo letta in tutti i nostri sussidiari e libercoli scolastici, è da sempre letta in chiave sottodominante, come un ruolo inferiore, né gradito né ricercato, al quale piuttosto ci si adegua se le condizioni sociali e ambientali lo impongono.
Pensiamo alle piramidi egiziane. Chi ha trascinato i blocchi calcarei a cento e più metri di altezza? Gli schiavi, certamente, mentre il faraone li guardava da lontano con i suoi rudimentali fallici telescopi. Ma ci viene anche un dubbio, ovvero che gli stessi schiavi, forse, nell’intimo delle alcove faraoniche fossero gli stessi personaggi che sottomettevano il nostro impubere faraone, dal cazzo avvolto in una prematura mummificazione.

Ecco, questo è cosa abbiamo capito dalla nostra intervista alla redazione.
La schiava in realtà, vuole essere schiava, dominata, sottomessa, legata, inculata, sodomizzata, irrumata, ridotta all’immobilità fisica e psichica senza soluzioni di continuità, fino a quella parola liberatoria, concordata preventivamente, che lei non pronuncerà se non in punto di morte, e a volte nemmeno in quella occasione.
Ma chi è davvero lo schiavo? È la donna che chiede di esserlo? Oppure la figura che esegue i comandi di lei? Lei, la donna che mette la propria personalità e esistenza nelle mani di un cazzone a palle gonfie che si eccita alla vista di una fica spalancata e dolorante?

I video porno bondage sembrano risponderci alla stessa maniera dei nostri bravi ragazzi e ragazze. La schiava gode nel sottomettere il proprio padrone. Dice ‘Grazie Signore’ , ‘Mi accuccio ai tuoi piedi, Signore’, ‘Come è bello spompinarti, Signore’, ma in realtà la donna non sta esibendo umiliazione o accondiscendenza incondizionata. Sta soltanto ordinando cosa fare a lei e al suo corpo.